Una riflessione tipografica e visiva sulla trasformazione del volto umano nell'era digitale. Tre esperienze interattive che esplorano la progressiva alterazione dell'identità attraverso filtri, maschere digitali e standard estetici artificiali.
La mappa topografica del volto umano nella sua forma geometrica pura. Ogni punto, ogni linea, ogni vertice definisce l'architettura dell'identità biologica prima di qualsiasi intervento digitale. Questa è la base, il punto zero, la tela bianca su cui si dipingeranno tutte le successive trasformazioni.
La prima alterazione, la seduzione digitale. Petali virtuali che crescono sui lineamenti naturali, adornando e contemporaneamente mascherando. Questa è la porta d'ingresso verso la dismorfia: ciò che inizia come abbellimento floreale evolve gradualmente in copertura, in mascheramento, in sostituzione dell'organico con il digitale.
L'apice della trasformazione, il punto di non ritorno. Le labbra si dilatano oltre i confini anatomici, diventando simboli ipertrofici di una bellezza standardizzata. Non più miglioramento, ma sostituzione. Non più abbellimento, ma ricostruzione. Qui l'identità individuale cede il passo a uno standard universale, misurabile, riproducibile.